
Rúbrica (“Invito al viaggio”, di Franco Battiato)
Cap: Buongiorno amici della radio e benvenuti a bordo della nave Italia. Questa è la nona tappa senza il professor Bembo. Buongiorno, Dante.
Dante: Buongiorno, capitano. Il Signore della Notte, Rossi e il nostro Inviato Speciale partiranno per Trieste, dove è stato segnalato il professor Bembo.
Cap: Un messaggio in codice che ha interpretato quel genio di Guglielmo di Baskerville.
Dante: Giusto è il santo protettore che nasconde il nostro professore.
Cap: San Giusto, il protettore di Trieste.
Música (“La donna d'inverno”, di Paolo Conte)
Cap: Inviato Speciale, dove siete?
Inviato: Siamo sul treno che ci porterà a Trieste. Rossi sta leggendo la guida della città, mentre Baskerville sta recitando le lodi mattutine.
Cap: E il Signore della Notte?
Inviato: Il Signore della Notte sta leggendo l‘ultimo libro di Carlo Lucarelli, seduto su una valigia, davanti al bagno.
Cap: E tu?
Inviato: Io sono qui, affacciato al finestrino, che prendo il vento in faccia. È bellissimo.
Controllore: Biglietto, prego.
Inviato: Sì, buongiorno. Ecco qua... A che ora arriveremo a Trieste?
Controllore: Se tutto va bene, arriveremo in stazione alle 2. Abbiamo un ritardo di 15 minuti.
Inviato: Grazie mille.
Controllore: Arrivederci. Biglietto, prego
Música
Rossi: Capitano... Capitano, mi sente?
Cap: Rossi! La sento perfettamente.
Rossi: Capitano, la guida della città di Trieste è veramente interessante. Si calcola che i primi uomini costruirono le proprie case qui, in questa zona, almeno 4000 anni fa.
Cap: 4000?
Rossi: Sì, nel 2000 avanti Cristo. Poi, nel 50, si è formata la prima colonia romana. Erano tutti pescatori.
Cap: Gente acostumbrada al trabajo.
Rossi: Infatti, tra l’ottocento e il 1300, Trieste fu una straordinaria e ricca città autonoma.
Cap: ¿Y luego?
Rossi: Luego, justo para defender dicha autonomía, la ciudad se puso bajo la protección de lo que sería el Imperio de Austria.
Cap: Una ciudad única en el contexto mitteleuropeo. Rossi, continui la sua interessantissima lettura, noi ci trasferiamo con il Signore della Notte. Signore della Notte, ci sei? Signore della Notte? Signore della Notte...
Música (“Hemingway”, di Paolo Conte)
Cap: Signore della Notte?
SN: “Era così buio quella notte che il cielo e il mare erano la stessa cosa, talmente neri e stretti e lucidi che sembrava di stare sospesi nel vuoto. E se serrava le palpebre, e le copriva con la mano, e premeva, forte, lo spazio che vedeva dietro agli occhi, cieco come quello in cui si formano i pensieri, era nero come quel mare e quel cielo, infinito e nero. E anche il sale che gli toccava le labbra, e quel sapore sottile di petrolio e motore e il sospiro appena soffiato del legno che sfiorava il mare sembravano venire dal niente e svanire subito nel silenzio opaco e nell'odore immobile di quella notte. Mentre sedeva rigido in fondo alla barca, schiacciato dalla nausea e dall'angoscia, sentiva Hans rabbrividire di un freddo innaturale e stringergli il braccio, attaccata a lui come se avesse paura di cadere in acqua.
C'era la luna piena quella notte ma non la si poteva vedere, così nascosta dietro alle nuvole blu che gonfiavano il cielo. Solo ogni tanto un riflesso riusciva a passare tra quelle nocche strette come pugni di piombo e a scivolare veloce e livido sull'increspatura di un'onda. E vicino all'isola la nebbia era un velo umido e nero, che striava il buio rendendolo più fitto, appena un po' più scuro là dove iniziava il molo.”
Cap: Bello, Signore della Notte. Stai leggendo Lucarelli.
SN: Carlo Lucarelli, Capitano, un grande scrittore italiano. Ho comprato il libro a Padova, in libreria. Ne valeva davvero la pena.
Cap: Dove sei?
SN: Mah, guardi Capitano, il treno è pieno, ed io mi sono seduto sulla mia valigia, davanti al bagno. Qui, vicino a me, c’è solo una signora anziana. Una bella donna, con un passato forte, si nota. Un passato duro.
Música
Dante: Capitano, l’identikit del professor Bembo.
Música: (“Mambo italiano”, canta Luca Buonfrate)
Dante: Nome, Pietro. Cognome, Bembo. Occhi, neri. Capelli, pochi. Barba, troppa.
Cap: Chi avesse visto il professor Bembo può inviarci un e-mail o telefonare alla nostra base di Città del Messico.
Dante: 5511-5257 o 5525-7870.
Música: (“Mambo italiano”, canta Luca Buonfrate)
Inviato: Capitano, sono l’Inviato Speciale. Mi sente?
Cap: Sì, la sento benissimo, Inviato Speciale.
Inviato: Sono in compagnia di un uomo interessante, un autore di canzoni.
Cap: Un cantautore.
Inviato: Sì, un cantautore che ha segnato in modo indelebile la vita di milioni di persone.
Cap: E come si chiama?
Inviato: Si chiama Sergio Endrigo.
Cap: Endrigo, mi sente?
Endrigo: Sì, la sento Capitano. Buongiorno.
Cap: Buongiorno, Endrigo. Come sta?
Endrigo: Bene, grazie. Qui, prendendo il vento in faccia.
Cap: Senta Endrigo, lei dove è nato?
Endrigo: Sono nato a Pola il 15 giugno 1933 a mezzogiorno in punto da Romeo Endrigo e da Claudia Smareglia. Pola era il capoluogo dell’Istria: nel 1947 è stata assegnata alla Jugoslavia e adesso è in Croazia.
Cap: Una pagina dolorosa della storia italiana.
Endrigo: Una pagina dolorosa della storia della mia famiglia.
Cap: Senta, Endrigo, lei è autore di canzoni indimenticabili.
Endrigo: La ringrazio.
Cap: Dica la verità, qual è la sua canzone preferita?
Endrigo: Bah, io le amo tutte, e come tutti gli autori sono arrivato a detestarle tutte, prima una, poi un’altra... Credo che quella che è rimasta più legata al mio cuore sia la più semplice: “Io che amo solo te”.
Música (“Io che amo solo te”, di Sergio Endrigo)
SN: Capitano... Capitano...
Cap: Mi dica, Signore della Notte.
SN: È qui con me la signora Esther Modena.
Cap: Modena?
SN: Sì, la signora Modena è veramente un personaggio con una storia importante.
Cap: Buongiorno, signora.
SN: Allora Esther, lei è nata a Trieste nel 1930.
Esther: Sì, il 4 settembre. La mia era una famiglia ebrea, mio padre aveva un negozio di stoffe... de telas..., mia madre era maestra. In casa nostra non si parlava mai di politica.
Cap: Ma la politica, un giorno, è entrata prepotentemente nella vostra vita.
Esther: Proprio così. Prima l’espulsione della mamma dalla scuola dove lavorava, poi il babbo un giorno ci ha chiamati —a me e a mio fratello— e ci ha detto che non potevamo più andare a scuola.
Cap: Les dijo que tenían que dejar la escuela.
Esther: Poi anche il babbo dovette vendere il negozio.
Cap: Una vera e propria tragedia.
Esther: No, capitano. La tragedia venne dopo.
SN: Un momento, capitano. Le chiedo scusa, ma la signora si è commossa.
Cap: Tutto bene signora?
Esther: Tutto bene, capitano. Sono ricordi duri, sa. Non bastano gli anni per cancellare la memoria.
SN: Capitano, stiamo entrando nella stazione di Trieste. Se lei è d’accordo, ritroveremo la signora Modena, quando arriveremo in città.
Cap: Va bene, Signore della Notte. Dante, un po’ di musica, per favore.
Música (“Il testamento di Tito”, di Fabrizio de Andrè)
Cap: Dante, sintesi delle informazioni, per favore.
Dante: Il signor Rossi, l’Inviato Speciale, il Signore della Notte e Guglielmo di Baskerville sono sul treno che li porterà a Trieste. Stanno cercando ancora il professor Bembo.
Cap: Rossi sta leggendo la guida della città di Trieste.
Dante: L’Inviato Speciale sta conversando il cantautore Sergio Endrigo.
Cap: Il Signore della Notte ha conosciuto una donna con una storia importante. Guglielmo di Baskerville... che sta facendo frate Guglielmo?
Dante: Guglielmo di Baskerville sta recitando le lodi mattutine.
Cap: Vogliamo ricordare la nostra pagina web, Dante?
Dante: Certamente, capitano. www.dantealighieri.com.mx
Cap: Va bene Dante. Cari amici della radio, tutti a Trieste per trovare Bembo! Arrivederci!
Música: (“Viaggi e Miraggi”, di Francesco de Gregori). Titulares.
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