
Rúbrica (“Invito al viaggio”, di Franco Battiato)
Cap: Buongiorno, amici della radio. Benvenuti a bordo della Nave Italia. È la cinquantunesima tappa del nostro viaggio. Buongiorno, Dante.
Dante: Buongiorno, capitano. Oggi torneremo in Emilia-Romagna. Andremo a Ravenna. Sequenza spazio temporale. 4, 3, 2, 1... Contatto.
Música (“Quello che non”, di Francesco Guccini)
Dante: Signore e signori, benvenuti a Ravenna.
Cap: Inviato Speciale, sei in linea?
Inviato: Sì, capitano, mi trovo davanti a uno dei simboli della città di Ravenna.
Cap: Dove, esattamente?
Inviato: Davanti alla bellissima basilica di Sant’Apollinare.
Cap: Ci sentiamo dopo.
Inviato: A dopo, capitano.
Cap: Signore della Notte, e tu dove sei?
SN: Mi trovo davanti a Porta Nuova. Sono insieme al signor Temistocle e mi sto preparando per una magnifica esperienza enogastronomica.
Cap: Me lo dovevo immaginare.
SN: Piadina e lambrusco. Due punti fermi della cultura ravennate.
Cap: Piadina, lambrusco e parmigiano. Ci sentiamo tra poco.
SN: A tra poco, capitano.
Música (“L'amore ai tempi del caos”, dei Modena City Ramblers)
Cap: Rossi, è in linea?
Rossi: Sì, capitano, mi trovo davanti al Mausoleo di Galla Placidia.
Cap: Un altro bellissimo esempio del patrimonio che custodisce la città di Ravenna.
Rossi: Sono qui per incontrare una donna che il Signore della Notte definirebbe “straordinaria”.
Cap: L’ennesima donna straordinaria del nostro Viaggio in Italia.
Rossi: Il suo nome è proprio Galla Placidia, una donna di cultura, ma anche di governo e, per certi versi, di vero potere.
Cap: Allora ci sentiamo più tardi, Rossi.
Rossi: A più tardi, capitano.
(sonido del comunicador)
Dante: Capitano, il professor Bembo in linea!
Música: (“Mambo italiano”, canta Luca Buonfrate)
Cap: Buongiorno, professore!
Bembo: Sì, sì... pronto, mi passi Galileo.... Come non può?... Sta guardando le stelle?... Gli dica che il professor Bembo vuole parlare con lui... Ah, ah... Sì, sì... Aspetto.
Cap: Professore, posso interromperla?
Bembo: Chi... chi... chi è? Chi è?
Cap: Come, chi sono? Sono il Capitano. E poi, scusi sa, ma è lei che ha chiamato.
Bembo: Eh, lo so capitano, ha tutta la ragione del mondo, ma questo Galileo mi fa proprio arrabbiare. Gli ho prestato tutte le mie parole celesti e adesso non vuole restituirle.
Cap: Ma questo, quando?
Bembo: Più o meno 500 anni fa, ma a me sembra un millennio!
Dante: A questo proposito, Samuel Gómez di Città del Messico: “Lei crede che le parole abbiano un colore? Insomma, esistono parole rosse, gialle o verdi?”
Cap: Oggi mi sembra che sia un capitolo almeno strano!
Bembo: E che c’è di strano? Io sono strano, anzi direi “stranissimo”!
Cap: Di questo non c'è dubbio. Mi dica, professore: il colore delle parole è un po' come il sesso degli angeli.
Bembo: No, no, no, no, no, ca... No, capitano. Galileo mi deve ancora le mie parole celesti!
Cap: E quali sarebbero queste parole celesti?
Bembo: Per esempio la mia LUNA e il mio SOLE, facevano tanto una bella coppia sul mio comodino. Erano proprio le STELLE del mio laboratorio, e quando il mio cervello di RANNUVOLAVA, veniva in mio soccorso la PIOGGIA che mi lavava via tutte le cattive idee.
Cap: Oggi lei è poetico, professore.
Dante: RANNUVOLARSI significa NUBLARSE.
Cap: La PIOGGIA invece, come ricorderanno tutti i nostri ascoltatori, è la LLUVIA. E CHE TEMPO FA OGGI, nel suo laboratorio, professore?
Bembo: OGGI FA BEL TEMPO, anche se Galileo non vuole rispondermi. Adesso dice che TIRA VENTO e che FA FREDDO, mentre lui risponde al telefono soltanto quando FA CALDO. Io con la PIOGGIA o con la NEVE, SOLE o TEMPESTA rivoglio le mie parole celesti!
Dante: Piccolo dizionario celeste: LUNA, SOLE, STELLA, RANNUVOLARSI, PIOGGIA. CHE TEMPO FA? OGGI FA BEL TEMPO, DOMANI FARÀ BRUTTO TEMPO. FA FREDDO, FA CALDO, TIRA VENTO, CADE LA NEVE, NEVICA, C’È UNA TEMPESTA.
Bembo: Signorina, dica a Galileo che se non mi restituisce tutte le mie parole celesti, io divento un URAGANO!
Cap: Lei è sempre un uragano, professore. Arrivederci. Inviato Speciale, sei ancora lí?
Inviato: Sì, capitano. Mi trovo proprio davanti alla Basilica di Santa Apollinare in Classe.
Cap: Vogliamo entrare?
Inviato: Entriamo pure. Ci troviamo a soli 5 Km dal centro di Ravenna, e questa è una delle mete più importanti del turista intelligente che arrivi in questa bellissima città.
Cap: Parlacene.
Inviato: L’interno è a tre navate, divise da 24 colonne di marmo greco. Lungo le navate laterali sono disposti dieci sarcofagi marmorei. I mosaici sono gli ultimi eseguiti a Ravenna da artisti bizantini tra il VII e il IX secolo. Qui si respira la storia di un impero.
Cap: Chi non ricorda l’Imperatore Teodorico che abbiamo conosciuto a Verona? Teodorico da Verona che fece costruire però qui, a Ravenna, il proprio mausoleo nel 500 d.C.
Música
Cap: Rossi, mi sente?
Rossi: Sì, e qui con me si trova una donna bellissima. Galla Placidia.
Cap: Galla Placidia. Buongiorno, signora. Posso chiamarla “signora”?
Galla: Certo, capitano. Un’imperatrice deve essere innanzi tutto una signora.
Cap: Lei continua a considerarsi un’Imperatrice?
Galla: Beh, sono figlia di un sovrano, Teodosio, Imperatore d’Oriente e, come se non bastasse, anche mio fratello Onorio ha fatto l’Imperatore, ma d’Occidente. Insomma, l’impero l’abbiamo nel sangue.
Cap: E lei, come donna di potere, ha saputo farsi valere.
Galla: Mi sono occupata essenzialmente di edilizia, la costruzione di edifici importanti in quella che mio fratello aveva scelto come la nuova capitale dell’Impero: Ravenna.
Cap: Lei ha amato molto questa città.
Galla: Moltissimo, capitano. E per ironia della sorte il mio corpo, dopo la mia morte, non è stato sepolto in questa che considero la mia vera e unica patria.
Cap: Un’ironia crudele, Galla Placidia. Ingiusta e crudele.
Música
Cap: Il Signore della Notte si trova a Porta Nuova in compagnia di un certo Temistocle.
Tem: Sì, pronto?
Cap: Chi parla?
Tem: Sono Temistocle.
Cap: Mi passi il Signore della Notte, per favore.
Tem: Mi dispiace, ma il Notturno sta imparando a fare le piadine e… e non può venire a questo… questo telefono strano.
Cap: Stia attento a non romperlo, per favore. Ci dica piuttosto cosa sone le piadine?
Tem: La piadina è una specie di pane azimo, senza lievito.
Cap: Senza lievito. Sin levadura.
Tem: Senza lievito, appunto. Si impastano 500 grammi di farina con 300 grammi di strutto, sale, un pizzico di bicarbonato di sodio e tanta acqua tiepida quanta ne occorre per ottenere un impasto piuttosto duro.
Cap: Ricordiamo che lo STRUTTO è quello che in Messico si chiama MANTECA.
Tem: Si fanno dei cerchi dello spessore di circa 1 cm e mezzo, del diametro di 15 cm. Cuocete le piadine su una piastra calda o in una padella e mangiatele formaggio e prosciutto.
Cap: La PIASTRA è la PLANCHA e la PADELLA è il nostro SARTEN. E cosa si beve con una buona piadina?
Tem: Io consiglio del buon Sangiovese, ma il Notturno preferisce il lambrusco e… ed è già alla seconda bottiglia.
SN: Salute, capitano!
Cap: Salute, salute, Signore della Notte! Buon appetito!
Música (“L'ultima mano”, dei Modena City Ramblers)
Dante: Oggi siamo a Ravenna, in Emilia-Romagna. L’Inviato Speciale ci ha guidati alla scoperta della bellissima chiesa di santa Apollinare in Classe, mentre il signor Rossi ci ha presentato una donna straordinaria, Galla Placidia. Il Signore della Notte, con il pretesto di apprendere a fare le piadine, ha già bevuto due bottiglie di lambrusco.
Cap: Il professor Bembo sta telefonando a Galileo Galilei perché vuole che gli restituisca le sue parole celesti.
Dante: La nostra pagina web è www.dantealighieri.com.mx
Cap: E per per oggi è tutto. La prossima volta andremo a Brescia, la leonessa d’Italia! Arrivederci!
Música: (“Viaggi e Miraggi”, di Francesco de Gregori). Titulares.
i