Rúbrica (“Invito al viaggio”, di Franco Battiato)

 

Cap: Buongiorno, amici! Benvenuti a bordo della Nave Italia. Questa è la cinquantacinquesima tappa del nostro viaggio. Buongiorno, Dante.

Dante: Buongiorno, capitano. Oggi andremo in Piemonte, e precisamente ad Alessandria. Sequenza spazio-temporale: 4, 3, 2, 1... Contatto.

 

Música

 

Dante: Signore e signori, benvenuti ad Alessandria.

Cap: Vediamo un po’ dove si trova il nostro Inviato Speciale. Inviato Speciale, mi senti?

Inviato: Sì, la sento, capitano. Mi trovo davanti al settecentesco Palazzo Ghilini.

Cap: Di cosa parleremo oggi?

Inviato: Parleremo di Alessandria, di questa bellissima cittadina del nord.

Cap: Allora, a più tardi.

Inviato: A più tardi, capitano.

Cap: Signore della Notte, tu invece dove ti trovi?

SN: Sono seduto proprio davanti al Palazzo delle Poste.

Cap: E che stai facendo?

SN: Ho appena ordinato una bottiglia di Pinot Nero.

Cap: Eh, già... Parleremo di vino, allora?

SN: Ovviamente, capitano.

Cap: A dopo, Signore della Notte, e non cominci senza di noi.

SN: Faremo il possibile.

 

Música

 

Cap: Rossi, manca all’appello soltanto Rossi. Dove si trova?

Rossi: Buongiorno, capitano. Mi trovo davanti alla cattedrale di Alessandria.

Cap: Se non mi sbaglio si tratta di San Pietro.

Rossi: Proprio così, capitano. Sono di fronte a San Pietro.

Cap: Tra pochi minuti entreremo nel duomo di Alessandria.

Rossi: Va bene, capitano. A dopo.

Cap: A dopo, Rossi.

 

(sonido del comunicador)

 

Dante: Capitano, il professor Bembo in linea!

 

Música: (“Mambo italiano”, canta Luca Buonfrate)

 

Bembo: Ieri, i miei problemi erano così lontani...

Cap: Professore, buongiorno.

Bembo: Che facciamo, cap?

Cap: In che senso, che facciamo?

Bembo: No, dico, mancano soltanto sei tappe alla fine del nostro viaggio... Come faremo senza la Nave Italia? Come farà lei senza di me?

Cap: In qualche modo sopravviveremo, professore. Invece, di cosa parleremo oggi?

Dante: Romina González da Chilpancingo: “Caro professore, se volessi farmi una piccola filmoteca italiana, a quali film non potrei rinunciare assolutamente?”

Bembo: È difficile, cara Romina, difficile davvero scegliere nella grande storia del cinema italiano.

Cap: Beh, professore, perché non scegliamo cinque film del Novecento?

Bembo: E vada per cinque film, capitano! Io inizierei con un capolavoro del neorealismo, non uno dei più visti, ma certamente uno dei più rappresentativi: “Umberto D” di Vittorio De Sica.

Cap: Come dimenticare la terribile solitudine di quel professore e del suo cane, quel film che raccontava così bene gli anni difficili della ricostruzione fisica e morale del paese.

Bembo: Poi, non rinuncerei a “La dolce vita” di Federico Fellini.

Cap: La dolce vita... Quegli anni cinquanta apparentemente infiniti che si scontravano con il boom economico degli anni sessanta. Quanta disperazione negli occhi di Marcello Mastroianni!

Bembo:Un borghese piccolo piccolo” di Mario Monicelli potrebbe rappresentare bene il peso insostenibile di quegli anni —gli anni settanta— che passarono giustamente alla storia come gli Anni di Piombo.

Cap: Gli anni del terrorismo, della crisi energetica, delle grandi contestazioni.

Bembo: Anni ottanta, anni fatti di niente. “Bianca” di Nanni Moretti, racconta perfettamente la decada del nulla.

Cap: Era il 1983 e Moretti raccontava le paure di una generazione alla ricerca di punti di riferimento solidi.

Bembo: Punti di riferimento che cercano inutilmente i protagonisti di “Ultrà”, sublimazione della passione calcistica all’ennesima potenza.

Cap: Il calcio come unica ragione di vita, la squadra del cuore come religione. Se non mi sbaglio, un film di Ricky Tognazzi.

Bembo: Oggi, cap, ho fatto la persona seria.

Cap: Lei è serio, professore! Ha scelto dei film bellissimi.

Bembo: Sì, sì... in effetti sono un caso serio... sì, sì, sì... sì, sì, sì...

 

Música

 

Cap: Inviato Speciale, parliamo di Alessandria?

Inviato: Perché no? Alessandria ha 95.000 abitanti e si trova in Piemonte, la regione che abbiamo già conosciuto quando siamo stati a Torino.

Cap: Qui, sul monitor di Dante, appare come data di fondazione il 1171.

Inviato: Corretto, capitano. Tre anni dopo, la città venne attaccata dalle truppe imperiali del Barbarossa, e —grazie al valore dei suoi ottomila abitanti— resistette.

Cap: Una città forte.

Inviato: Fortissima. Alessandria, già conosciuta come Cesarea, fu durante la sua storia, essenzialmente, una roccaforte militare.

Cap: E, per finire perché il tempo è tiranno, qual è il centro della vita cittadina?

Inviato: Senza dubbio, Piazza della Libertà, coi suoi monumenti e la sua memoria storica. Di qui è passato anche Napoleone e non ha lasciato un buon ricordo. Bonaparte, per gli alessandrini, è sinonimo di lutto e distruzione.

 

Música

 

Cap: Rossi, mi sente?

Rossi: Sí, capitano. Sto per entrare in san Pietro, cattedrale di Alessandria.

Cap: La seguiamo.

Rossi: L’attuale chiesa fu inaugurata nel 1810, perché l’antico duomo era stato distrutto dai soldati francesi agli ordini di napoleone Bonaparte.

Cap: Il campanile, se non ricordo male, è altissimo.

Rossi: 106 metri. Un’altezza veramente notevole. Ecco, gli interni custodiscono la statua di legno della Madonna della Salve, patrona della città e un buon numero di dipinti di Gugliemo Caccia detto il Moncalvo, protagonista della pittura della Controriforma: tra questi il Ciclo della Vergine.

 

(sonido del comunicador)

 

Cap: Molto interessante, Rossi, ma ci sta chiedendo la linea il Signore della Notte.

SN: Presente, capitano. Mi sono permesso di intervenire, perché questo Pinot Nero mi ha fatto venire in mente alcune cose importanti della città di Alessandria.

Cap: Per esempio?

SN: Per esempio, la commerciale via Dante. Se uno arriva fino all'Arco Trionfale di piazza Matteotti, interessante opera architettonica del 1768, non potrà evitare di fare una sosta nella cosiddetta Piazzetta, il tradizionale luogo di incontro degli alessandrini, con l'obelisco ai caduti per l'Indipendenza italiana.

Cap: Mi immagino che da quelle parti vendono quel Pinot Nero che stai bevendo allegramente.

SN: Ovviamente. Se ora mi seguite, a pochi metri dalla "Piazzetta", in via Milano, si trova l'antica contrada degli ebrei, con la Sinagoga, mentre in fondo a Via San Lorenzo, c’è Piazza Garibaldi, la più scenografica di tutte le piazze, grande, con i suoi portici straordinariamente allineati.

Cap: Beh, questo vino ha fatto bene anche a noi, Signore della Notte. Finalmente, abbiamo bevuto insieme!

SN: In vino veritas, capitano, in vino veritas.

Cap: Salute!

 

Música (“Don Chisciotte”, dei Modena City Ramblers)

 

Dante: Oggi siamo ad Alessandria, in Piemonte. L’Inviato Speciale ci ha parlato della storia di questo piccolo gioiello del nord Italia, mentre il signor Rossi ci ha fatto conoscere San Pietro, la cattedrale. Il Signore della Notte, tra un bicchiere di Pinot Nero e l’altro, ci ha fatto fare un giro per le sue strade e le sue bellissime piazze.

Cap: Il professor Bembo ci ha consigliato 5 film italiani “irrinunciabili”.

Dante: “Umberto D” di Vittorio De Sica, “La dolce vita” di Federico Fellini, “Un borghese piccolo piccolo” di Mario Monicelli, “Bianca” di Nanni Moretti, “Ultrà” di Ricky Tognazzi.

Cap: La nostra pagina web è...

Dante: www.dantealighieri.com.mx

Cap: Anche per oggi è tutto. Prossima tappa, Caserta. Torneremo in Campania. Arrivederci!


Música:
(“
Viaggi e Miraggi”, di Francesco de Gregori). Titulares.

 

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