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Sociedad Dante Alighieri Ciudad de México
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Bob Dylan é il giusto vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2016 nonostante faccia storcere il naso ai puristi della scrittura

Va il mio sincero ringraziamento a Dalia Rodríguez Sánchez e Matteo Bernasconi per la loro collaborazione.

Per alcune voci della scuola letteraria il premio dato a Robert Zimmerman é stato come un secchio di acqua ghiacciata sulla loro vanità. Ho letto numerosi commenti veramente lapidari e risentiti contro l'Accademia di Svezia per la sua poca serietà, come pure la sua mancanz di cultura per avere osato sfidare i  veri scrittori.

Non ce niente piú ottuso, a mio avviso, a causa della loro limitata visione nel campo letterario.Molti di loro deridono e segnalano a dito: " Massimo poeta del secolo XXI, per favore! Forse sará un buon paroliere nella musica―rock― però dargli il rango di poeta e scrittore... non é possibile.

Lui é semplicemente una rockstar. Allora riprendo subito le mie lezioni di chitarra e comincio a comporre". Dubito molto che possano comporre la metà di una strofa e dubito che sappiano come produrre metafore e immagini. Parlare di Bob Dylan é parlare di alta letteratura poetica, come lo definisce lo scrittore irlandese Paul Muldoon: il gran poeta-trovatore che ha restituito la poesia alla gente; cioè, lui l’ ha sottratta dalle elitès senza farle perdere qualità, per cui Dylan diventa  una figura di transizione.

Basta ricordare che la poesia era popolare e si usava per corteggiare donzelle e per discutere tra uomini; per esempio basti ricordare le dispute più famose della letteratura spagnola fra Francisco de Quevedo e Luis de Góngora. Tale disciplina artistica diventò elitaria ed ermetica all'inizio del secolo XXI.La percezione attuale che abbiamo in relazione alla letteratura, nel senso più puro, è che questa si trova solo nei libri in una forma fisica o nel moderno PDF, ma i libri esistevano molto prima della macchina da stampa; non dimentichiamo che la prima scrittura conosciuta fu la rupestre e dopo la scrittura cuneiforme fu adottata nell' antica Mesopotamia.

La letteratura é stata trasmessa con la tradizione orale: questa si parlava e cantava con metrica e ritmo per renderla accessibile di generazione in generazione (menestrelli, trovatori).O non lo stesso Omero raccolse la letteratura orale e la rifletté nell'Iliade? La letteratura e musica erano esattamente lo stesso, questa non vive soltanto nei libri come li conosciamo, ma anche nella musica. l'Accademia Svedese ha ricordato quest' ultimo punto: la poesia ha origine nel canto (la poesia è musica e la musica è poesia).  Bob Dylan ha vinto il Nobel di Letteratura per avere creato una nuova forma d’ espressione poetica nella grande tradizione della musica statunitense.

Osserviamo il seguente esempio, Robert Zimmerman  ha preso la ballata No More Auction Block For Me―canzone contro la schiavitù― chiamata Blowing in the Wind, la quale è suonata e cantata in tutte chiese cattoliche nel mondo: "Sapere che verrai, sapere che starai, spezzando il loro pane ai poveri...”. Tutto questo non è riportare la poesia alla gente?Alcuni specialisti della musica, specificamente Leonard Cohen, lo hanno paragonato con Picasso che dominava diverse tecniche di pittura, così come lui utilizzava vari stili di disegno, scultura, capolavoro di carta e ceramica e  dominava tutti i mezzi di espressione artistica fino a diventare il il genio che conosciamo, Dylan manipola e utilizza alla perfezione tutti i generi della musica popolare degli Stati Uniti, lui li fonde, lui li reinventa, e alla fine crea un nuovo stile di creare musica. Questo è il contributo che Bob Dylan ha lasciato in ereditá alla musica ed alla letteratura. Dylan rappresenta un nuovo stile da solo.

Rob Sheffield, della rivista Rolling Stone, fa un parangone tra Bob Dylan e William Shakespeare nel quale argomenta: " William era l’autore, direttore, produttore, scrittore e attore delle sue opere teatrali; faceva una letteratura immediata per un pubblico illetterato in maggioranza. Shakespeare lavorava per spettatori popolari, lui era un semplice artefice dell' intrattenimento. A quell'epoca aveva una grande libertà di sperimentazione. Se Shakespeare avesse aderito ai canoni della letteratura elitaria, i suoi capolavori giammai avrebbero  raggiunto lo splendore che essi raggiunsero. Tutto il teatro precedente va verso a Shakespeare e tutto il posteriore da lui emerge. Lo stesso succede con Dylan: Tutto va verso lui e tutto deriva da lui. Era necessario l'arrivo di un uomo con un talento letterario e musicale altamente eccelso al fine di unire entrambe le discipline e restituirle di nuovo al pubblico con una tale qualità ".

Bob Dylan raggiunge in una forma magistrale questa transizione di universi: cioè, trasformare la musica popolare in poesia e darle una sfumatura intima e intelligente desistendo dagli schemi libellisti della lotta del popolo contro l'ingiustizia del lavoratore. La prova di questo è data il 25 luglio 1965 nella Newport Folk Festival, quando Dylan si presenta con giacca di pelle e chitarra elettrica cantando Maggie's Farm e Like A Rolling Stone; allo stesso tempo, Robert Zimmerman rompe  le rappresentazioni tradizionali della musica folk. Effettivamente, il rock nasceva―parlo del vero concetto del rock― profondo, alternativo, ― certo, uno rock per le MENTI PENSANTI; Con una profondità dei suoi testi mai fatto prima. Là, in quell momento, lui ha ricevuto i peggiori fischi, diatribe dei liberali (la presunta sinistra statunitense più aperta e tollerante): “Traditore dei diritti umani e dell'uguaglianza, non avevi alcun diritto di evolvere, facevi parte del popolo,  tu eri nostro . " Dylan ha continuato, lui si è evoluto e lui si è reinventato SEMPRE scrivendo, componendo, recitando, pitturando. Infine, ha vinto il premio Nobel per la letteratura 2016. Genio!Penso, e faccio mie le parole che Bruce Springsteen ha detto a Bob quando, quest'ultimo, era sul punto di essere introdotto nella Hall of Fame del Rock&Roll: " Elvis Presley ci ha fatto danzare, muovere il corpo ... Bob Dylan ci ha fatto pensare."

Bob Dylan es justo ganador del Nobel de Literatura 2016 pésele a quien le pes

Para algunos puristas de la literatura la noticia tocante al Premio Nobel Literatura 2016 les ha caído como un balde de agua helada. He leído varios juicios lapidarios y resentidos que sentencian la poca seriedad de la Academia sueca, así como su total incultura por tal osadía contra los verdaderos escritores. Nada más obtuso y gamberro, en mi opinión, por su miras tan cortas en cuanto al campo de las letras.  Muchos de ellos hacen befa y señalan de manera muy oronda y con desprecio: “¡Máximo poeta del siglo XX, por favor! Quizás sea un buen letrista en el parámetro del rock, pero darle un rango de poeta y ahora literato… no. Es simplemente un rockstar.

Ahora retomaré mis clases de guitarra y me pondré a componer”. Dudo mucho que pudiesen hilar media frase y dudo mucho que supiesen generar metáforas e imágenes.   Hablar de Bob Dylan es hablar de alta literatura poética, del gran poeta  (como bien lo reconoce el escritor irlandés, Paul Muldoon) quien le devolvió la  poesía a la gente; es decir, la extrajo de las élites sin que perdiera la más mínima calidad. Lo cual  convierte a Dylan en una figura de carácter transicional. Baste recordar que la poesía era popular y se empleaba para cortejar a las damiselas o para discutir, por ejemplo,  las disputas más famosas de la literatura española entre Francisco de Quevedo y Luis de Góngora. Dicha disciplina artística  se vuelve elitista y hermética a principios del siglo XX.  La percepción que se tiene respecto a la literatura, en el sentido más puro, es que esta solamente se encuentra en los libros de manera palpable o física o en PDF, pero los libros existen desde mucho antes de la imprenta; no olvidemos la escritura de la antigua Mesopotamia: Escritura cuneiforme.

La literatura se transmitía mediante la oralidad: se hablaba y se cantaba con métricas y ritmo para hacerla llegar de generación en generación (juglares, trovadores). ¿O no el mismísimo Homero recopiló la literatura oral y la plasmo en la Iliada? La literatura y la música eran exactamente lo mismo. La literatura no sólo vive en los libros como los conocemos, sino también en la música. Este último punto es el que La Academia sueca recordó: la poesía se origina en el canto (la poesía es música y la música es poesía).  Dylan gana el Nobel de Literatura 2016 por haber creado una nueva forma de expresión poética dentro de la gran tradición de la canción estadounidense.  Veamos un simple ejemplo, Robert Zimmerman tomó la balada No More Auction Block For Me―canción contra la esclavitud― para su creación Blowing In The Wind, misma que ahora se toca en las iglesias: Saber que estarás, saber que vendrás… ¿No es esto devolverle la poesía a la gente? Algunos especialistas de la música, en específico Leonard Cohen, lo comparan con Picasso quien dominaba todas las técnicas de la pintura y utilizó muchos estilos distintos.  Realizó diversas obras y  dominó todos los medios de expresión artística hasta hacerse el genio del siglo. Dylan conoce y maneja a la perfección todos los géneros de la música popular de Estados Unidos, los fusiona, los reinventa y a la postre los convierte en un nuevo estilo de crear música.  Esa es la gran aportación del maestro Robert Zimmerman. 

Dylan es un estilo en sí mismo.Rob Sheffield, de la revista Rolling Stone, hace un comparativo entre Dylan y William Shakespeare: “William era el autor, escritor, productor, actor y director de sus propias obras teatro; siempre estaba ahí llevando a cabo una literatura de lo inmediato para un público iletrado mayormente. Shakespeare trabajaba para un público popular, era un mero entretenedor. En esa época tenía  una gran libertad para la experimentación. Si hubiese estado ceñido a los cánones  de la literatura elitista, sus obras nunca habrían alcanzado el esplendor que lograron. Todo lo anterior al teatro va hacia Shakespeare y todo lo posterior a él se desprende. Lo mismo ocurre con Dylan: todo va hacía Dylan y todo se desprende de él. Tenía que llegar un hombre con un talento literario y musical sumamente excelso para que volviera a unir ambas disciplinas y se las entrega nuevamente al público con una calidad mayúscula”.   Dylan logra de manera magistral esa transición de universos: Convertir a la música folclórica en poesía y volverla íntima e inteligente renunciando a todos los esquemas panfletarios de la lucha del pueblo contra la injusticia y la opresión del obrero. Prueba de esto se da el 25 de julio de 1965 en el Newport Folk Festival, cuando Dylan se presenta con chamarra de piel y guitarra eléctrica entonando Maggie's Farm y Like A Rolling Stone, y al mismo tiempo, rompiendo con los representaciones tradicionales del folk o música popular.

Sí, efectivamente, nacía el rock, pero el rock para MENTES PENSANTES. Con una profundidad en sus letras jamás hecha antes.  Ahí, en ese momento, recibió el peor de los abucheos y consignas  de los liberales (la supuesta izquierda  estadounidenses tan abierta y tolerante): “Traidor de los derechos humanos y de la igualdad, no tenías derecho a evolucionar, eras parte del pueblo, eras nuestro”.  Dylan siguió adelante, evolucionó y se reinventó SIEMPRE, escribiendo, componiendo, actuando, pintando. Finalmente, gana el Premio Nobel de Literatura 2016. ¡Genio!  Me quedo con las palabras que Bruce Springsteen le dirigió al presentarlo en el salón de la fama del rock: “Elvis Presley nos hizo bailar, mover el cuerpo…Bob Dylan NOS HIZO PENSAR”.

Octavio Laborie

Escrito por
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