La leggenda di Azzurrina
C'era una volta, tra le colline dell'Emilia-Romagna, nel nord Italia, un antico castello di pietra che custodiva un segreto da oltre seicento anni. Si chiamava Montebello e, sebbene le sue mura avessero resistito a guerre, tempeste e al passare del tempo, c'era qualcosa che i suoi abitanti non erano mai riusciti a spiegare.
Tutto ebbe inizio nel 1375.
Si racconta che in quel castello vivesse una bambina di nome Guendalina, figlia di un nobile della regione. Era nata con l'albinismo, una condizione che le conferiva una pelle molto pallida e capelli quasi completamente bianchi, anche i suoi occhi erano chiari e, sotto una particolare luce, la sua chioma sembrava assumere strani riflessi azzurri, per questo tutti la chiamavano Azzurrina.

A quei tempi, le differenze fisiche potevano suscitare ogni sorta di superstizione. Il suo aspetto destava inquietudine e suo padre, temendo che qualcuno potesse farle del male, cercava di proteggerla tenendola all'interno del castello, sempre sotto la sorveglianza dei suoi custodi.
Azzurrina trascorreva le sue giornate esplorando le stanze e i corridoi della fortezza. Come qualsiasi bambina della sua età, aveva i suoi giochi e i suoi giocattoli preferiti. Tra questi c'era una piccola palla con cui si divertiva per ore.
Ma arrivò una notte che nessuno avrebbe mai dimenticato.
Era il 21 giugno, la vigilia del solstizio d'estate, fuori, un temporale si abbatteva violentemente sulle finestre del castello. I tuoni riecheggiavano tra le montagne e la pioggia batteva sui tetti, a un certo punto di quella notte, Azzurrina scese lungo una scala che conduceva a uno degli antichi passaggi sotterranei per recuperare la sua palla, che era rotolata fin laggiù.

I suoi custodi la videro scomparire nell'oscurità.
Poco dopo, sentirono un grido.
Corsero verso il sotterraneo, ma quando arrivarono non trovarono nessuno. Né la bambina, né la sua palla, né il minimo indizio che potesse spiegare ciò che era accaduto.
Azzurrina era scomparsa.
Passarono i giorni, i mesi e gli anni. La cercarono nei dintorni, perlustrarono ogni angolo del castello e interrogarono chiunque potesse averla vista. Non arrivarono mai a una risposta. Nessuno riuscì più a ritrovarla.
E così, poco a poco, la storia della piccola Guendalina si trasformò in una leggenda.
Eppure, c'è chi sostiene che Azzurrina non se ne sia mai andata.
Secondo quanto raccontano gli abitanti della zona, ogni cinque anni, nella notte del 21 giugno e negli anni che terminano con uno zero o un cinque, accade qualcosa di strano a Montebello. Dalle profondità del castello si possono udire suoni infantili, come se una bambina stesse ancora giocando tra gli antichi corridoi. A volte sembrano risate, altre volte pianti che si perdono nel fragore dei tuoni.
A partire dal 1990, durante quelle notti, sono state effettuate diverse registrazioni. Alcuni sostengono di aver catturato la voce di una bambina tra i rumori della tempesta. Altri preferiscono credere che si tratti semplicemente degli echi del vento e dei suoni prodotti da un'antica fortezza.
Ma c'è un particolare che rende questa storia ancora più inquietante. Secondo la leggenda, Azzurrina ritorna proprio nella notte del solstizio d'estate, come se il tempo si fosse fermato per lei in quel lontano 21 giugno del 1375.

E allora sorge una domanda che ancora oggi accompagna chi visita il castello:
Se Azzurrina è scomparsa più di sei secoli fa, chi è quella bambina che sembra ancora giocare tra le sue mura?

Si dice che, se un giorno visiterai Montebello e ti sorprenderà un temporale, dovresti prestare attenzione. Forse, tra il fragore dei tuoni, riuscirai a sentire una vocina che chiama qualcuno, chiedendogli di restituirle la sua pallina.





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