Made in Italy: Milano-Cortina 2026
- Eduardo Montoya
- 13 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Quando pensiamo ai Giochi Olimpici Invernali, immaginiamo neve e bandiere che sventolano nel freddo. Ma a Milano-Cortina 2026 c’è stato un altro protagonista evidente, la moda italiana. In qualità di Paese ospitante, l’Italia ha sfruttato il palcoscenico olimpico non solo per mostrare la propria capacità sportiva, ma anche la propria identità estetica. Diverse maison e stilisti italiani hanno vestito le delegazioni, dimostrando che il “Made in Italy” compete anche d’inverno.
EA7 Emporio Armani: Italia vestita d’orgoglio
Come già avviene da diverse edizioni olimpiche, EA7 Emporio Armani ha vestito la delegazione italiana. La linea sportiva creata da Giorgio Armani ha nuovamente assunto il compito di rappresentare visivamente il Paese ospitante.
Le divise comprendevano giacche termiche, pantaloni, felpe e completi di rappresentanza pensati per il clima invernale. Il design ha puntato su toni sobri, blu profondi e bianco, integrando il tricolore nei dettagli grafici e nella scritta “Italia” ben visibile sul petto e sulla schiena. Durante la cerimonia, la collezione ha voluto trasmettere un’immagine compatta e riconoscibile della delegazione, rafforzando il senso di appartenenza e di rappresentanza nazionale. Una proposta coerente con la linea sportiva della maison e con l’immagine che l’Italia proietta nel mondo.

Moncler: montagna, identità e Brasile
Moncler, marchio italiano specializzato in capi da montagna, ha vestito la delegazione del Brasile durante la cerimonia di apertura. La scelta non è stata casuale: il brand è storicamente legato all’universo alpino e ha costruito la propria identità attorno all’abbigliamento per climi rigidi.
Per la sfilata, Moncler ha realizzato cappotti lunghi, voluminosi e adatti alle basse temperature invernali. I capi univano i colori della bandiera brasiliana alla struttura tipica della casa di moda europea. Il risultato è stato un’immagine decisa: silhouette imbottite, linee definite e una presenza visiva chiara sulla neve. Una dimostrazione del saper fare italiano applicato a un contesto internazionale.

Stella Jean: identità, arte e multiculturalità
La stilista Stella Jean, nata a Roma nel 1979, è conosciuta per il suo lavoro che mette in dialogo l’Italia con i Caraibi, in particolare con Haiti, Paese d’origine di sua madre. La sua proposta è da sempre legata al dialogo culturale e alla valorizzazione dell’artigianato.
In questi Giochi Olimpici ha vestito la delegazione di Haiti per la cerimonia di apertura. I suoi abiti hanno incorporato colori intensi, illustrazioni ed elementi grafici dipinti a mano che richiamavano la storia e la cultura haitiana. I capi combinavano tagli classici con tessuti e dettagli che evocano la tradizione dell’isola. Ogni uniforme ha funzionato come un racconto visivo, rappresentando non solo una squadra sportiva, ma un’identità nazionale.

A Milano-Cortina 2026, la moda italiana ha mostrato volti diversi: la continuità istituzionale con EA7, la tradizione alpina del Nord con Moncler e la visione multiculturale di Stella Jean. Tre approcci differenti che confermano come, anche sulla neve, l’Italia sappia raccontare storie attraverso l’abbigliamento.





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