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Sorelle Fontana: la prima casa di alta moda italiana

2 ott
Tempo di lettura: 2 min

Nella Roma del dopoguerra, quando la città cercava ancora di ritrovare il proprio ritmo dopo gli anni della guerra, tre sorelle di origine emiliana cominciarono a costruire una delle storie più importanti della moda italiana. Zoe, Micol e Giovanna Fontana arrivarono a Roma da Traversetolo, vicino a Parma, e nel 1943 fondarono quella che sarebbe diventata Sorelle Fontana, una delle prime grandi case di alta moda nate in Italia.



La loro storia iniziò lontano dalle grandi maisons parigine che allora dominavano la moda internazionale. Le sorelle avevano imparato il mestiere nel laboratorio di famiglia e portarono a Roma un'idea relativamente semplice, l'Italia poteva creare una moda propria, capace di competere oltre i propri confini.


Il momento era particolarmente importante, per decenni Parigi aveva stabilito le regole dell'alta moda. Roma, invece, aveva qualcos'altro, il cinema e una città che cominciava a diventare uno scenario internazionale. Le Fontana seppero riunire questi elementi.


Negli anni Cinquanta, il loro nome cominciò ad apparire accanto a quello di alcune delle donne più conosciute dell'epoca. Ava Gardner, Anita Ekberg e altre attrici di Hollywood indossarono le loro creazioni durante gli anni in cui il cinema americano scopriva Roma. Il rapporto tra la maison e il cinema finì per essere fondamentale, gli abiti delle Fontana non apparivano soltanto sulle fotografie delle cronache mondane, ma anche in una città che stava diventando uno dei grandi scenari cinematografici del mondo.


Il loro lavoro coincise inoltre con un momento decisivo per la moda italiana. Nel 1951, le sorelle parteciparono alle prime presentazioni organizzate da Giovanni Battista Giorgini a Firenze, incontri che contribuirono a presentare la moda italiana a livello internazionale come un'alternativa a quella francese. Sorelle Fontana fu così tra le case che contribuirono a trasformare la produzione italiana in un'identità culturale e commerciale propria.


Ma forse l'aspetto più interessante delle Fontana è che la loro importanza non dipende soltanto dai loro abiti, il loro vero contributo fu dimostrare che la moda italiana poteva avere una personalità distinta. Non aveva bisogno di diventare una copia di Parigi per essere riconosciuta a livello internazionale.


Tra le loro creazioni più ricordate c'è il cosiddetto “abito pretino”, ispirato all'abbigliamento religioso e diventato uno dei loro modelli più celebri. Realizzarono inoltre abiti per personalità politiche e membri di diverse famiglie reali, oltre a continuare a lavorare per il mondo dello spettacolo.


Con il tempo, Sorelle Fontana diventò una delle case che contribuirono a consacrare Roma come capitale dell'alta moda italiana e a costruire ciò che decenni più tardi avremmo conosciuto semplicemente come Made in Italy.


Oggi, quando l'etichetta italiana sembra inseparabile da nomi come Armani, Valentino, Prada o Gucci, è facile dimenticare che ci fu una generazione precedente che dovette dimostrare che quella identità era possibile. Prima che il Made in Italy diventasse un marchio globale, tre sorelle arrivarono a Roma con le loro macchine da cucire e cominciarono a costruirlo, punto dopo punto.

 
 
 

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