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DANTE TIMES

Una passeggiata

4 set
Tempo di lettura: 2 min

Sono le sette di sera e non c’è una sola macchina per strada, questo dovrebbe già dirti qualcosa, in qualsiasi altra parte del mondo, le sette di sera è l’ora di punta, c’è traffico, c’è gente che esce dal lavoro con la voglia di arrivare a casa e non vedere più nessuno per il resto della giornata, qui è esattamente il contrario, qui è quando tutto il paese esce in strada per vedere e farsi vedere.



Nessuno sta andando da nessuna parte, questa è la prima cosa da capire. La nonna con il bastone, a braccetto con sua figlia, avanza di mezzo metro al minuto e nessuno la mette fretta, gli adolescenti camminano in gruppo, tutti con la stessa pettinatura, ridendo di qualcosa che probabilmente non è poi così divertente, ma hanno sedici anni e il mondo non ha ancora chiesto loro spiegazioni, la coppia anziana cammina in silenzio con cinquant’anni di matrimonio sulle spalle, non ci sono parole, si sono già detti tutto quello che c’era da dire e ora non resta che stare lì, uno accanto all’altra.



Il commerciante è fuori dal suo negozio con le braccia incrociate, guarda passare tutto il paese, vende olive, formaggi, il vino della casa che fa suo cognato, conosce il nome di ogni persona che passa davanti a lui, sa chi si è sposato, chi si è separato, chi ha smesso di venire perché è partito per Milano a cercare lavoro e non è ancora tornato.


Questo si chiama passeggiata, e non ha un orario scritto, ma tutti lo sanno lo stesso, è dopo la siesta, prima di cena, quando il caldo comincia a diminuire e le saracinesche iniziano a rialzarsi. Nei piccoli paesi è la strada principale, l’unica strada, quella che collega la chiesa alla piazza. Nelle grandi città è il corso, quel viale largo dove ci stanno mille conversazioni.



Un mondo intero ti vende la produttività come la virtù suprema, il risultato, l’obiettivo, sempre in avanti. Qui ci sono paesi che dedicano un’ora della giornata a camminare senza uno scopo, solo perché il vicino veda che sei ancora vivo, che sei ancora qui, che fai ancora parte di tutto questo.



È questo che nessuno ti spiega dell’Italia prima di andarci, non è solo il cibo, né i musei, né le rovine che sono lì da duemila anni per le foto. È la strada alle sette di sera, piena di gente senza fretta di arrivare da nessuna parte, perché è già arrivata. La destinazione, a quanto pare, era la strada stessa.


 
 
 

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