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The Devil Wears Prada 2: Milano come protagonista

La moda ha sempre avuto un rapporto inseparabile con l’Italia, ma in The Devil Wears Prada 2 questo legame raggiunge un livello completamente nuovo. Oltre ai look impeccabili, ai tacchi vertiginosi e al ritorno della leggendaria Miranda Priestly, il film trasforma Milano e alcuni degli scenari più eleganti del nord Italia in autentici protagonisti della storia. Tra cattedrali gotiche, palazzi storici, conventi rinascimentali e ville affacciate sul lago, il sequel consacra l’Italia come epicentro assoluto del glamour cinematografico.


Il maestoso Duomo di Milano


Come principale attrazione della città, l’imponente Duomo di Milano appare costantemente in diversi scorci sullo sfondo nel corso del film, ricordando allo spettatore che la storia si svolge nella capitale italiana della moda. La cattedrale, considerata uno dei massimi capolavori del gotico fiammeggiante, incanta con le sue guglie, le vetrate e la caratteristica facciata in marmo bianco rosato.


La costruzione del Duomo ebbe inizio nel 1386 sotto il governo di Gian Galeazzo Visconti e richiese diversi secoli per essere completata. Sebbene gran parte della struttura principale fosse già stata realizzata nel XVI secolo, i lavori continuarono fino al 1965, anno che segna ufficialmente il completamento della cattedrale. Nel corso della sua storia, l’edificio fu sede di uno dei momenti politici più simbolici dell’Italia napoleonica, nel 1805 Napoleone Bonaparte fu incoronato Re d’Italia.


Pinacoteca di Brera: arte, moda e il debutto di Lady Gaga


Uno dei momenti più spettacolari del film si svolge all’interno della Pinacoteca di Brera, lo storico complesso dove viene organizzata l’esclusiva sfilata di Runway. È proprio qui che Lady Gaga appare per la prima volta sullo schermo interpretando “Runway”, il brano originale creato appositamente per il film.


Situata nell’elegante Palazzo Brera, la Pinacoteca nacque ufficialmente nel 1809 durante l’epoca napoleonica e con il tempo divenne uno dei musei più importanti d’Italia, custodendo capolavori di artisti come Raffaello, Caravaggio e Bellini. Le sue interminabili gallerie ricche d’arte rendono il complesso lo scenario perfetto per una sequenza di alta moda e spettacolo musicale.


Al centro del cortile del palazzo si trova una delle sculture più iconiche di Milano, la monumentale statua di Napoleone Bonaparte raffigurato come Marte Pacificatore, opera dello scultore Antonio Canova. La figura domina visivamente lo spazio e nel film appare in diverse inquadrature mentre celebrità, editori e modelle entrano alla sfilata.



Una cena impossibile a Santa Maria delle Grazie


In una delle scene più commentate del film, Miranda Priestly organizza una cena all’interno del refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie, proprio sotto L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Sebbene la sequenza sembri completamente reale, le riprese hanno ricreato lo spazio attraverso un set costruito in scala accompagnato da una replica dipinta a mano dell’opera, poiché filmare direttamente nel sito storico sarebbe stato impossibile a causa delle rigidissime misure di conservazione.


Il convento domenicano di Santa Maria delle Grazie fu costruito nel XV secolo ed è considerato uno dei massimi esempi del Rinascimento lombardo. Tuttavia, la sua fama mondiale è legata soprattutto a L’Ultima Cena, realizzata da Leonardo tra il 1495 e il 1498. Il murale rivoluzionò la pittura rinascimentale grazie alla sua composizione e al modo in cui cattura l’istante esatto in cui Gesù annuncia il tradimento di uno dei suoi discepoli.


Villa Balbiano sul maestoso Lago di Como


Lontano dal caos di Milano, il film si sposta verso la tranquillità del Lago di Como, una delle destinazioni più esclusive d’Italia e rifugio abituale di celebrità, aristocratici e magnati. Circondato da montagne e piccole ville storiche, il lago dona alla storia un tono più intimo e sofisticato.


La principale location di questa regione è la spettacolare Villa Balbiano, una residenza del XVI secolo. Nel film, la villa funge da dimora di Benji Barnes, il miliardario ex marito di Sasha Barnes, con il quale Emily Charlton intrattiene una relazione mentre si consolida come potente stratega all’interno di Dior.


È proprio in questa villa che Andy ed Emily si incontrano in un disperato tentativo di salvare la rivista Runway. Entrambe cercano di convincere il figlio di Irv Ravitz a vendere la pubblicazione e garantire il futuro della rivista nel mezzo di una crisi aziendale che minaccia di distruggere l’impero editoriale costruito da Miranda Priestly.


Giardini perfettamente simmetrici, terrazze affacciate sull’acqua, moli privati e lussuosi interni barocchi racchiudono l’essenza del lusso italiano contemporaneo. L’atmosfera romantica del lago contrasta con la tensione emotiva dei personaggi, trasformando questa parte del film in una delle sequenze visivamente più suggestive.


The Devil Wears Prada 2 rende omaggio ad alcuni degli spazi più emblematici d’Italia.



 
 
 

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